Mini campo adulti di Azione Cattolica diocesi Teramo-Atri

 

Con l’ “Esortazione ad una Chiesa missionaria ed in uscita” del 3 maggio 2014,  Papa Francesco ha indicato all’Azione Cattolica tre compiti: «rimanere con Gesù», «andare per le strade», «gioire ed esultare sempre nel Signore». Ad essi ci siamo ispirati in questo triennio e, nell’ultimo anno associativo, abbiamo vissuto l’ultima esortazione, quella a “gioire ed esultare sempre nel Signore”.

Il cammino ha ripercorso le  Beatitudini (Matteo 4,23-5,12). Esse sono il cuore stesso del Vangelo, al centro delle stesse c’è la gioia del cristiano, quella che sgorga dalla consapevolezza di essere amati dal Signore e continuamente rigenerati dalla sua misericordia.

Nelle beatitudini Gesù indica le vie della missione, capovolgendo i criteri umani: pietà, mitezza, sopportazione, fedeltà, desiderio di giustizia e di pace.

Come adulti di AC siamo stati invitati a liberarci delle passioni tristi: la  tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo ed avaro, la ricerca malata di piaceri superficiali, la coscienza isolata. Questo stile nuovo di pensare le relazioni umane, spesso paradossale, ha messo le nostre vite sottosopra in tutti gli ambiti del vissuto quotidiano. Questo cammino si è concluso con il campo adulti di Prati di Tivo che ha avuto per tema “Una famiglia sottosopra”. Testo di riferimento non poteva che essere l’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris Laetitia”, un’esortazione che è un compendio di tutto ciò che le beatitudini ci esortano a vivere e, nel testo consegnatoci da Papa Francesco,  da vivere in/per/con la famiglia.

Ci hanno accompagnato in questi 3 giorni, i coniugi  Annarita e Carmine Gelonese del Centro Nazionale di AC, che, con spirito straordinario, affrontando un lungo viaggio da Reggio Calabria dove vivono, hanno guidato e condiviso con noi l’approfondimento dell’ “Amoris Laetitia”

Venerdì, primo giorno di campo, dopo l’arrivo in mattinata e la presentazione della tematica, ha aperto i lavori il nostro assistente generale don Delfino Reggimenti, che ci ha introdotti al fondamento biblico del documento e, in particolare, all’Inno della Carità ( 1 Cor 13,4-7 ) declinato in famiglia, attraverso una lectio seguita dal deserto personale. In serata la visione del film “ American life”, ci ha offerto un’ampia panoramica di modelli di famiglia presenti nel contesto contemporaneo, sui quali riflettere.

La riflessione dei coniugi Gelonese è partita, nella seconda giornata, dal confronto su come sia cambiata l’immagine della famiglia presentata dalla pubblicità dagli anni ’90 ad oggi e come, questa evoluzione/involuzione faccia emergere un’assoluta necessità che ci tocca come cristiani, quella di RIMETTERSI IN GIOCO, per non restare ancorati ad un’immagine nostalgica alla ”mulinobianco”, ma neppure per rassegnarsi difronte alla “ liquidità affettiva” imperante. L’immagine più adatta a definire la famiglia/ le famiglie di oggi è mutuata dall’ Evangeli Gaudium, ed è quella del poliedro, un solido che offre molte sfaccettature, nelle quali, come cristiani siamo chiamati a vivere e formare le coscienze e non a sostituirle (AL n. 31 -37). Il percorso formativo offerto dai Gelonese, nelle tre relazioni-approfondimento si è snodato sull’analisi dei cap 2/3/4/5/6/7/8,  attraverso il chiaro richiamo al Magistero della Chiesa, a cui è ancorato tutto il documento, sulla dinamica delle relazioni in famiglia (nella coppia, con i figli, nell’essere figli, fratelli, persone anziane), sull’accoglienza delle molteplici FRAGILITA’ che la complessa quotidianità ci fa incontrare.

Il compito che il Papa ci ha affidato con questo documento come cristiani e come Adulti di AC, è quello di  ACCOGLIERE-INCLUDERE-ACCOMPAGNARE le fragilità che incontriamo quotidianamente, e ci invita a metterci in gioco per progettare percorsi che si pongano a fianco delle persone, dei giovani, dei fidanzati, con un’educazione all’affettività, all’ascolto, alla progettualità, che accompagni e affianchi le giovani coppie nei primi passi come famiglia.

Potrebbe sembrare un compito arduo da attuare ed una delle tante belle esortazioni che poi ci si dimentica nel tran tran del quotidiano, ma non è così e non dev’essere così. Pensiamo con quanta attenzione e passione è stata scritta dal ns Papa l’Amoris Laetitia per la piccola chiesa domestica, ma proprio perché essendo quest’ultima un elemento fondamentale della Chiesa Universale, curandola con amorevole cristiana passione come papa Francesco ci esorta, ne trae giovamento tutta la Chiesa di Cristo. Quindi non è cosa secondaria, ma è fondamento del ns vivere come cristiani incarnare nella quotidianità le indicazioni dell’Amoris Laetitia.

Chiudo con l’invito e lo sprone con la quale papa Francesco conclude l’esortazione: “Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante.

Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei ns limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.”

Buon cammino a tutti!

Roberto Tarquini

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