Maratona della pace

Può la pace essere fermata dal distanziamento sociale? Anche quest’anno l’Azione Cattolica della diocesi Teramo- Atri in occasione del mese della pace ha organizzato una maratona, diversa dalla solita che vedeva i ragazzi marciare lungo le strade delle nostre città, una maratona online in diretta sui canali social dell’AC diocesana YouTube e Facebook.

Un pomeriggio all’insegna di giochi, festa e testimonianze per diffondere la cultura della cura, tanto cara al nostro Papa Francesco. Proprio quest’ultimo ci ha consegnato, nel messaggio della giornata della pace, il monito di dare attenzione alla “grammatica” della cura, in tutte le sue sfaccettature: la promozione della dignità di ogni persona umana, la solidarietà con i poveri e gli indifesi, la sollecitudine per il bene comune, la salvaguardia del creato.

Come Azione Cattolica abbiamo voluto provare ad essere costruttori di pace anche in questo momento, una pace che fa notizia, carica di speranza che ci fa andare oltre, aprendo il nostro sguardo e il nostro cuore ai bisogni dei fratelli.

La diretta è iniziata alle ore 15 con i saluti di Luca Marcelli, Responsabile nazionale dell’ACR, e di Chiara Ciminà, volontaria dell’associazione Autismo Abruzzo Onlus. Entrambi si sono fatti promotori di una pace in grado di superare le distanze per giungere a costruire.

Successivamente la parola è passata all’ACR, in particolare all’equipe diocesana e all’EDR (equipe diocesana dei ragazzi) che hanno organizzato dei giochi in diretta con i ragazzi dell’intera diocesi e hanno mostrato come in questi giorni i ragazzi siano stati promotori e architetti di pace con disegni, video e iniziative. Il settore giovani ha poi riprodotto delle interviste di vari esponenti del territorio facendo emergere come la cultura della cura possa essere vissuta e messa in pratica in ogni ambito della vita. Hanno partecipato, inoltre, alla diretta giovanissimi e giovani che si sono sfidati in vari giochi per vincere la prima edizione diocesana del “Nobel per la pace”. La parola è passata poi al settore adulti che ha riportato testimonianze di famiglie che, nel loro piccolo, sono costruttori di pace nella quotidianità. Per concludere la diretta sono intervenuti sua Eccellenza il Vescovo Lorenzo Leuzzi e il Presidente diocesano dell’associazione Maria Roscioli i quali hanno ribadito l’importanza della cultura della cura come via di pace per costruire una società che permetta un pieno sviluppo umano, in cui le persone sono riconosciute per ciò che sono e non per ciò che fanno.

La cura ci spinge ad abbattere i muri che poniamo tra noi e i fratelli, a compiere gesti concreti di bene che diano dignità a noi e all’altro e che ci permettano di crescere e di essere protagonisti della storia che viviamo. La cura è corresponsabilità a cui tutti siamo chiamati.

JESSICA LAUDADIO

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