| Disegni di Affettività |
| Scritto da Marco e Luciana |
| Domenica 31 Gennaio 2010 10:11 |
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Ciao ragazzi, siamo appena tornati da un fantastico week-end dell’AC nella città degli innamorati… ma no che avete capito, non da Parigi, nemmeno da Venezia ma dalla città di San Valentino (Terni, per chi ancora non avesse capito!). E che ci facevamo lì con l’AC? vi chiederete…beh, se foste stati un po’ più attenti sapreste che questo fine-settimana il Settore Famiglia e Vita ha organizzato proprio a Terni un incontro per i fidanzati: “Amami con tutto te stesso” e noi, insieme a tante altre coppie di AC, abbiamo colto l’occasione per approfondire il nostro stare insieme come coppia, con i fratelli e con Cristo. Arrivare è stato un po’ difficile ma, dopo esserci persi numerose volte e dopo essere quasi stati inghiottiti da un bosco, finalmente siamo giunti a Villa Spirito Santo (un nome che è già un programma!). Nonostante l’arrivo in ritardo (in puro stile AC), l’accoglienza è stata subito calorosissima e, pur senza ricordare, al momento, i nomi di nessuno, ci siamo subito sentiti “in famiglia” e, come nelle migliori famiglie, abbiamo iniziato la nostra avventura con un bel momento di preghiera accompagnati dalle Clarisse del vicino monastero, che ci hanno regalato la loro preghiera e il loro affetto. Ma non di sola preghiera vive l’uomo, e così dopo aver riempito la pancia, ci siamo riempiti gli occhi di meraviglia davanti alla Cascata delle Marmore, aperta straordinariamente solo per noi dell’AC (dovete, infatti, sapere che le cascate generalmente vengono aperte solo per alcune ore nel finesettimana ma di solito sono chiuse per permettere la produzione di energia elettrica). L’indomani, dopo aver abilmente ripulito il bancone della colazione dell’Hotel, ci siamo finalmente addentrati nel nocciolo della questione: il corpo e l’affettività. Nel nostro viaggio siamo stati accompagnati dalla “molto saggia” Suor Benedetta e dal “diversamente alto” Don Vito. Suor Benedetta ci ha guidati alla scoperta del corpo all’interno delle scritture (ovviamente il Cantico dei Cantici, l’ha fatta da padrone!), regalandoci una visione del corpo e della sessualità diversa non solo da quella che oggi la società ci mostra, ma anche da quella che solitamente ci si aspetta dalla chiesa, in una prospettiva che non nega o negativizza la sensualità e, anzi, la valorizza donandole una dimensione sacrale. Seguendo i nostri appunti, ora, proviamo a raccontarvi in breve le cose che più ci hanno colpito.
Il corpo è, innanzitutto, il luogo privilegiato in cui si svolge la relazione tra l’uomo e Dio, che si fa corpo in Cristo (Gv 1). All’inizio dei tempi, è proprio nel riconoscimento di un corpo che è, allo stesso tempo, altro e uguale (Eva generata dalla costola di Adamo) che si crea quella relazione d’amore che rende le due creature completamente simili a Dio. L’altro, poi, non è subito afferrabile, ma, inizialmente, ci arriva attraverso la voce, una voce che viene percepita con il cuore e non con le orecchie (Ct 5, 2), a questa voce è possibile rispondere o meno, ma è solo nell’ascolto che possiamo percepirla. Ma dopo aver risposto al richiamo, è la vista lo strumento attraverso cui possiamo contemplare la bellezza dell’altro. Se la bellezza è autoreferenziale diviene distruttiva, diviene un idolo a cui finiamo per sacrificare tutto ciò che abbiamo di più caro (Ez 16); la bellezza perfetta e salvifica, invece, nasce dalla relazione con l’altro che ci guarda e dal lasciarci guardare per come si è (Ct 4, 1-5). Dall’ascolto e dalla contemplazione del corpo dell’altro nasce il desiderio che ci spinge ad uscire da noi stessi e ad andare verso l’altro con tutti i “rischi” che ciò comporta (Ct 3, 1-3, 5, 6-8). Il desiderio porta infine all’unione: un unione in cui tutti i sensi (udito, vista, gusto, olfatto e tatto) sono pienamente coinvolti. Quest’unione è esclusiva (Ct 6, 3) e suggellata da un segno tangibile di appartenenza reciproca capace di andare oltre la morte (Ct 8, 6). In quest’unione “suggellata” l’amore è una “fiamma del Signore”; la relazione con l’altro attraverso il corpo, in una dimensione sacra, diviene, quindi, rappresentazione dell’amore di Dio. Con Don Vito, invece, siamo scesi un po’ più nella quotidianità del nostro tempo e della nostra esperienza di fidanzati cristiani. Il fidanzamento, se vissuto cristianamente e alla luce dello Spirito, è contemporaneamente un tempo di dono, in cui apro la mia vita per fare posto all’altro, e un tempo di grazia, in cui l’amore reciproco tra i fidanzati li apre a Dio che è amore. I fidanzati dovrebbero essere aperti l’uno verso l’altro e l’uno per l’altro. Il fidanzamento è un tempo di grazia in cui si tende verso l’altro che diviene l’amato e in cui l’amore che si sperimenta diventa progetto di vita (matrimonio). È possibile ravvisare una corrispondenza tra il percorso dei due fidanzati e quello di Cristo. Cristo, infatti, ha preparato la sua incarnazione spogliandosi della sua natura divina, proprio come nel fidanzamento avviene uno svuotamento da sé stessi per accogliere e ospitare l’amato nel proprio cuore e nelle propria vita; Gesù, poi, si è fatto uomo ed è morto in croce per noi, così come i due fidanzati si sposano perché l’altro diviene il motivo stesso per cui si vive e per cui si “muore”. Non è infatti il matrimonio in sé che si sceglie, ma la persona amata con cui condividere il percorso di vita e guardare insieme al futuro. Il matrimonio sarà quindi un nuovo inizio, un nuovo tempo di Pasqua per i due fidanzati. Nell’amore, poi, i 5 sensi rivestono un ruolo fondamentale perché ci permettono di sperimentare, allo stesso tempo, le due dimensioni di dono e grazia del fidanzamento guidandoci alla scoperta della gratuità, della solidarietà, dell’ascolto, del discernimento e della contemplazione. Nel pomeriggio, poi, abbiamo avuto la possibilità di mettere alla prova e sperimentare i nostri sensi in alcuni laboratori: abbiamo, così, scoperto che siamo capaci di riconoscerci dai nostri odori (eh, no, non eravamo senza scarpe) e dal suono della nostra voce, abbiamo sperimentato la fiducia nell’abbandono reciproco e la bellezza dell’accarezzarci senza toccarci, abbiamo cercato le sfumature negli occhi dell’altro e le abbiamo dipinte, e per finire abbiamo svolto ciascuno un gomitolo colorato, finendo per costruire una ragnatela di relazioni in cui a volte perdendoci a volte trovandoci abbiamo cercato di intrecciare le nostre vite con gli atri e, soprattutto, con la persona amata. Per concludere la giornata in bellezza ci siamo regalati una serata in perfetto stile AC, con canti, balli, recite, barzellette, la partecipazione straordinaria di Renato Zero (mica quello vero..uno meglio!!) e ovviamente una piccola corrida in cui le ragazze hanno riportato una vittoria schiacciante E siamo così arrivati a Domenica mattina giorno della Festa della Promessa (TARA TA TAN), parola che ha fatto tremare anche le coppie più rodate, ma che in realtà non è niente di ufficiale ma solo una particolare richiesta di benedizione. Comunque, dopo titubanze varie e tentativi di “fuggire” ci siamo ritrovati davanti alla Basilica di San Valentino, dove assieme a tante altre coppie di fidanzati, abbiamo invocato la benedizione del Signore per intercessione di San Valentino sul nostro fidanzamento. Davvero calorosi sono stati l’accoglienza e l’affetto del Vescovo di Terni che ci ha idealmente abbracciato, a nome di tutta la chiesa, e ci ha assicurato le sue preghiere quotidiane. Siamo, ora, giunti alla conclusione di questa nostra esperienza non prima, però, di aver salutato i tanti amici incontrati in questo viaggio: Daniela e Maurizio, del centro nazionale, Stefano e gli altri amici della Diocesi di Terni, Don Vito, le suore e Don Vito (no, non è lo stesso di prima, lui è quello “normalmente alto”) e soprattutto le tante coppie di amici che da tutta Italia hanno condiviso con noi questa avventura bellissima e a volte un po’ pericolosa (fatevi raccontare da Marco com’è buttarsi all’indietro tra le braccia di una ragazza piena di tendiniti, o annusare persone qui e lì senza poter vedere Da questi giorni ci portiamo a casa tante parole, tante emozioni, tanti gesti, tante persone, ma soprattutto tanti spunti per vivere il nostro stare insieme in maniera nuova, più piena, con maggiore consapevolezza di quanta ricchezza e grazia ci sono nella pazienza e nell’attesa. Abbiamo provato a raccontarvi ciò che a noi ha lasciato questa esperienza; non sappiamo se siamo stati chiari, sicuramente abbiamo saltato qualcosa ma questo è ciò che noi ci siamo portati a casa da questa avventura. Un abbraccio in Cristo a tutti. |